A MIlano l'onda studentesca travolge ben poco

La frase uscita - con una punta di rammarico - dalla bocca di una bella manifestante inquadra il clima: “Ma non ci sono i fasci, ci sono soltanto i ciellini!”. Certo, qualche bomber con stemma tricolore avrebbe giovato al marketing della protesta ma oggi, nell’uggia milanese, l’onda studentesca di stanza attorno alla facoltà di architettura travolge ben poco.
3 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 20:55 | 3 AGO 20
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Con lui sono schierati gli studenti di Lista Aperta, vicina al movimento di Cl, che con striscioni e applausi (nelle foto) lo accolgono quando sfila all’uscita sul tappeto blu. Poi ci sono gli studenti delle associazioni di sinistra, che in modo pacifico mostrano il proprio dissenso. “Finché avremo fondi a pioggia, sull’università non splenderà mai il sole” è lo slogan più efficace di Lista Aperta, perché meglio di tutti ricalca lo spirito dell’intervento del rettore. Una prolusione in cui affiora non tanto una generica rabbia verso il governo, quanto tutto il rammarico del capo di una comunità scientifica virtuosa che si vede tagliare i fondi allo stesso modo degli atenei che succhiano riserve senza produrre ricerca di qualità o, in alcuni casi, senza produrre ricerca tout court.
Subito arriva l’inconveniente: un paio di studenti di Azione Universitaria interrompono (e non bloccano, come sostengono alcuni quotidiani on line) per pochi minuti l’intervento del rettore. Piovono volantini, spunta uno striscione contro i baroni.
Non passa molto tempo prima che l’ordine sia ristabilito e Ballio possa riprendere i toni fermi di un intervento che sceglie, fra gli altri, anche l’asse Perotti-Giavazzi come idolo polemico, tacciata di “giocare allo sfascio davanti all’opinione pubblica”. La fiducia del rettore viene dai risultati eccellenti raggiunti dal Politecnico, la preoccupazione deriva dall’assenza di criteri con cui tagliare le risorse. E’ chiedendo al governo uno schema ponderato rispetto a meriti e demeriti che Ballio accorda per un anno la fiducia ai decreti del governo. La posizione non supina di chi è pronto alla dialettica e a una valutazione senza sconti dei risultati.
Diplomatico ma non meno ficcante il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che è tornato circolarmente sui concetti di eccellenza e valorizzazione del capitale umano, i tratti distintivi di un governo che in materia di educazione non può permettersi il lusso di mettere il freno a mano ai suoi avamposti. E il discorso vale a maggior ragione se si considera il rapido avvicinamento dell’Expo.